31 maggio 2007

INGLESE ED IMPIEGO DI INTERNET: SIETE MESSI UN PO' MALE!

Riferendomi all'articolo sull'AGRITURISMO che vola in Puglia su sCIAnet, più che volare gli agriturismi pugliesi rischiano di precipitare: non solo per i problemi, numerosi, dell'agricoltura e dell'agriturismo in Puglia che già fanno perdere tempo, testa e risorse agli imprenditori,
ma anche perchè, alla resa dei conti, sono pochi gli agriturismi che impiegano internet, che parlano inglese, che si interessano alla promozione della struttura accertandosi delle informazioni pubblicate on line.
Quante informazioni Vi vengono richieste on line attraverso mail ed altri sistemi e Voi, se pure ce l'avete la posta elettronica (Funzionante?!), neanche la vedete?
al di là del tempo (che sicuramente vi manca) quanti sarebbero seriamente disposti a frequentare un corso di inglese o di informatica?
Non sarà facile esercitare quest'attività...tutti contro: anche VOI!
Nuela

5 commenti:

Anonimo ha detto...

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Nuela

Anonimo ha detto...

Che succede? sembri un po'tesa!
Rilassati, magari, in un bel AGRITURISMO Pugliese e non preoccuparti, non c'è bisogno di imparare l'inglese, dammi un po' di tempo e riusciamo a vendergli le strutture invece del soggiorno agli inglesi.

Anonimo ha detto...

Ci sono tanti giovani diplomati e laureati che potrebbero trovare occupazione negli agriturismi. Non sempre l'imprenditore deve saper far tutto, prima o poi bisogna anche chiedere aiuto alle nuove leve. O no?

Anonimo ha detto...

Tempo fa tenni delle ore di lezione per dei giovani che frequentavano un corso per addetti alla reception agrituristica, riusci con dei lucidi a dimostre loro che nessuno sarebbe stato mai assunto, dopo qualche hanno confermato la mia tesi. Con questo vorrei dire che l'agriturismo per sua natura diversifica un'attività esistente, pertanto è interessante l'idea di Nuela di corsi che qualifichino ulteriormente l'imprenditore, i coadivanti e magari anche gli operai, ma è fantasiosa l'idea di creare nuova occupazione extrafamiliare grazie alla conoscenza delle lingue.

Anonimo ha detto...

OK Nuela, hai lanciato il sasso e nello stagno cominciano a muoversi le onde. Una cosa però la vorrei dire: anni fa, tanti, andai in un agriturismo siculo. E mi sentii parte di quella terra: ruvida, grezza e selvaggia come la masseria che ci ospitava. Niente fronzoli, ma terra e mare e sudore e fatica e limoni e meloni e gente stupenda che a stento parlava l'italiano. Poi anni dopo, non tanti, però, finii in maremma. Tutto un luccichio che sembrava la casa di mastroLindo. Anatre e cavalli, faraone e cani ammaestrati, perfino un ragno mezzo smorto venne a farci visita e per pietà lo lasciai vivere. E perciò della maremma m'è rimasto un sapore strano, quasi posticcio e un poco finto. Fu così che ripescai Lolli e la sua piccola borghesia e l'agriturismo che diventa ipocrisia.
Insomma, Nuela! selvaggio è sempre ancor più bello! senza l'inglese e senza i palmari, ma con tanta rude ospitalità, con le pozzanghere dove affondare i ricordi e i meloni per addolcirli.... La promotion lasciala fare ai professionisti che alla campagna ci pensano i zappaterra! ma non è bucolico assai questo post? e se poi i figli della campagna si vogliono sfiziare coll'inglese e coi portatili ben venga la novità, purchè sia rispettata la ruralità fin nel profondo di ogni ruga rigata dal sudore della fatica....Ciao